Unione Italiana del Lavoro per la provincia di Treviso
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La UIL anche attraverso il suo rappresentante all'interno dei Coordinamento Fratelli d'Italia nonché grazie all'iniziativa dì assistenza e consulenza delle Categorie dell'industria (Feneal, Uilm), si è interessata alle problematiche relative ai lavoratori extracomunítari, che sono in regola con il permesso di soggiorno.
Il territorio trevigiano rappresenta una grossa opportunità di lavoro ed attualmente ci sono circa 30.000 extracomunitari impiegati nelle fabbriche e nei laboratori della nostra provincia.
Il Sindacato, diversamente dal mondo datoriale, non si deve occupare soltanto dei lavoro ma ha l'impegno di allargare al campo sociale la sua preoccupazione.
In effetti l'extracomunitario viene qui per lavorare, ma è una persona portatrice di idee, sentimenti ed affetti.
Molti di loro hanno realizzato l'obiettivo dei ricongiungimento familiare, i loro figli frequentano le nostre scuole e parlano il nostro dialetto. Da questo contesto emerge il problema più urgente e drammatico: il reperimento di un posto letto, di un tetto sotto il quale ripararsi.
Ancora oggi molti lavoratori vivono in condizioni precarie con il rischio di ammalarsi, dormono in case fatiscenti o in macchina.
Le Istituzioni finora, dopo tante promesse, si sono rimpallate la responsabilità di non intervenire, accusandosi reciprocamente.
Quante promesse mai mantenute!
Finora Industriali, Enti locali e le varie Istituzioni poco o niente hanno concretizzato.
Respingíamo nel modo più assoluto, talvolta emerso, I' orientamento di ghettizzare gli extracomunitari: è controproducente sul piano sociale e va contro ogni obiettivo di vera integrazione.
Sarebbe sufficiente che i Comuni della Marca mettessero a disposizione alcuni fabbricati, anche da ristrutturare, o dei terreni su cui costruire.
Dobbiamo ricordarcì che stiamo vivendo un processo di immigrazione irreversìbile, stiamo diventando una società multietnica.
Inoltre non dimentichiamoci che, fino a poco tempo fa, siamo stati una terra di emigranti.

COORDINAMENTO FRATELLI D'ITALIA

Il Coordinamento Fratelli d' Italia si è costituito circa una dozzina d'anni fa e comprende le tre OO.SS. Confederali, le ACLI, la Caritas e numerose Associazioni del Volontariato (circa una trentína).
In questi anni è aumentato il consenso ed il numero degli aderenti, compresi i rappresentanti delle varie etnie che vivono e lavorano nella nostra provincia.
Si può dire che questo Coordinamento è uno dei pochi in Italia - oltre ad essere tra i primi come fondazione - perché il territorio trevìgiano rappresenta una grossa opportunità di lavoro.
Il Coordinamento si interessa di tutti i problemi degli immigrati che abbiano un lavoro e, di conseguenza, siano in regola con il permesso di soggiorno.
Le problematiche che vengono trattate riguardano il lavoro, la sanità, la scuola (scuola sia per gli adulti sia per i figli degli extracomunitari).
Una questione che ci ha visto sempre in prima linea, e che soprattutto oggi ci coinvolge, è quella della casa.
In generale il Presidente del Coordinamento è stato scelto tra i quadri direttivi dei Sindacati che, rispetto alle altre componenti, hanno una più adeguata organizzazione (uffici, impiegati, etc.).
Negli ultimi tempi si è accentuato il nostro impegno per sensibilizzare le Istituzioni (Comuni e Provincia) a tale presenza che è destinata ad aumentare (circa 50.000 unità).
Finora tanti Sindaci ed il Presidente della Provincia hanno molto promesso e poco mantenuto.
Anche gli industriali si sono interessati al problema più urgente e drammatico che è quello della casa, ma nella realtà poco o niente hanno poi concretizzato.
Abbiamo cercato in varie occasioni di sensibilizzare le Istituzioni (vedi il Prefetto nella Consulta per l'immigrazione) sia l'opinione pubblica.
Abbiamo ravvisato l'opportunità di organizzare Convegni sull'immigrazione con la presenza delle forze politiche democratiche per ribadire che tale realtà va governata.
Fuori da un quadro di governo dell'immigrazione non stranieri nè per i cittadini trevigiani; fuori da questo quadro c'è soltanto la strumentalizzazione politica, l'emarginazione, l'intolleranza ed il razzismo.
Se non riusciremo a gestire il fenomeno, ci troveremo sempre più davanti alla criminalità, alla prostituzione e allo spaccio di droga, vale a dire al disordine sociale.

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